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REALTA’ VIRTUALE E REALTA’ AUMENTATA

L’espressione “augmented reality” è stata coniata nel 1992 dal ricercatore Thomas Preston Caudell della Boeing per sviluppare in campo militare la “guida assistita”.
 
Oggi per realtà aumentata (AR) si intende l’arricchimento della nostra percezione sensoriale mediante vari livelli di informazioni, elaborate e trasmesse elettronicamente non percepibili attraverso i cinque sensi. Si parla di Augmented Reality anche quando le informazioni, invece di essere aggiunte, sono ridotte al fine di presentare all’utente una realtà più comprensibile e coinvolgente sia a livello emozionale che esperienziale.
 
Le informazioni che aumentano la realtà percepita possono essere aggiunte su computer o dispositivi mobile, tramite una webcam e software verticali, in grado di riconoscere appositi marcatori (AR Tag oppure Trackable), che immediatamente sovrappongono sui rispettivi schermi contenuti multimediali come video, audio e oggetti 3D.
 
Nella realtà virtuale (VR: virtual reality), invece, le informazioni aggiunte o sottratte elettronicamente diventano preponderanti fino ad ingannare i sensi, con la sensazione di trovarsi immersi in una nuova dimensione, completamente ricostruita al computer.
 
Anche se queste distinzioni possono sembrare artificiose, possiamo dire che la realtà aumentata è basata sul potenziamento dei sensi, mentre quella virtuale sull’alterazione.
Come altre innovazioni tecnologiche, la realtà aumentata è stata applicata nel marketing e nella pubblicità, successivamente ha conquistato videogiochi e turismo ed ora: il business.

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